lunedì, 23 novembre 2009

Da capo e allo stesso modo di sempre

E poi ti capita di amare alcuni luoghi, alcune persone, alcune idee in maniera insopportabile, senza poterlo controllare.
Controllare cosa, tra l’altro? Il cuore? Non scherziamo.

Oggi ho trovato un video, bellissimo, nel quale due ragazzini suonano una canzone zingara con fisarmonica e marranzano, mentre attorno a loro c’è il nulla (http://www.youtube.com/watch?v=0uCTJ7hkX-k&feature=related).
Mi ha fatto pensare a una poesia della Szymborska, scorcio di secolo, che finisce così:

Come vivere? - mi ha scritto qualcuno,
a cui io intendevo fare
la stessa domanda.
Da capo e allo stesso modo di sempre,
come si è visto sopra,
non ci sono domande più pressanti
delle domande ingenue.

Già…come si vive?
Da capo e allo stesso modo di sempre. Come quei due bambini che, nonostante tutto, nonostante l’inferno che viviamo ogni giorno, nonostante le piccole e grandi crudeltà che ci facciamo tutti, nonostante la ferocia del potere e dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo, cantano quella canzone indecifrabile, mentre attorno pascolano le mandrie indifferenti a ogni cosa.
Questa nota è dedicata a quella canzone indecifrabile che ogni tanto due persone decidono di cantare assieme.
Non so se si chiami amore o eros o storie o situazioni o chissà che altro e personalmente non ci credo più nemmeno tanto in alcune cose, però ogni tanto succede, è questo ciò che importa.
Anche perché poi in fin dei conti la storia collettiva è fatta dell’insieme di tutte queste piccole storie individuali che si intrecciano, nascono e muoiono incessantemente, mentre il mondo attorno cambia e spesso peggiora. Senza quelle storie, la storia, quella con la S maiuscola, non avrebbe alcun senso. Questo benedetto mondo sarebbe troppo freddo e troppo inerte se noi non lo riscaldassimo con le nostre lotte, con le nostre passioni, con questa strana sgangheratezza che ci portiamo addosso e che ci incatena tutti quanti allo stesso destino.
Ok?
Ok.
Allora adesso ritorno a sparare minchiate “da capo e allo stesso modo di sempre”.
Rock’n’roll.
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categoria: manuali, tanghi


lunedì, 12 ottobre 2009

Piccolo corollario al manuale Bonsai

Corollario: cercare la felicità è il modo più breve e sicuro per autodistruggersi
postato da lujomama alle ore 10:56| Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: manuali, forze cosmiche


giovedì, 08 ottobre 2009

Piccolo Manuale Bonsai per andare avanti, nonostante tutto

Primo: la felicità non esiste.
Secondo: l'amore non dura in eterno.
Terzo: non vale la pena prendersela.
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categoria: manuali, forze cosmiche


giovedì, 18 giugno 2009

talmente semplice

E'  talmente semplice la felicità, d'accordo.... ma è sempre inverno e quest'estate non arriva mai.
A che serve essere felici se si è perso ciò che di bello e fragile c'era in noi?
Ogni tanto sarebbe bello trovarlo, sto cazzo di bandolo della matassa.
Ogni tanto sarebbe bello spegnere la luce.
"Il sud", d'accordo... ma cos'è sto benedetto sud?
La vita sembra solo una grandiosa presa per il culo e allora tanto vale divertirsi, mi dico. Il problema è che le sue battute non fanno ridere, le sue barzellette sono penose e la trama spesso è incosistente. 
Le cellule del nostro corpo si rigenerano in continuazione, ciò di cui siamo fatti ora è diverso da ciò di cui eravamo fatti appena un attimo fà, tutto sale sale son salite anche le nespole.
E, nonostante questa incessante rigenerazione, ciò che di bello e fragile c'è in noi si può donare solo un piccolo numero di volte, poi appassisce e non ritorna più. La saggezza consiste nel capirlo in tempo.

"E non si può perder niente che in fondo non si è avuto"

postato da lujomama alle ore 19:30| Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: racconti, spore, tanghi


giovedì, 18 giugno 2009

talmente semplice

E' talmente semplice la felicità, d'accordo.... ma è sempre inverno e quest'estate non arriva mai. A che serve essere felici se si è perso ciò che di bello e fragile c'era in noi? Ogni tanto sarebbe bello trovarlo, sto cazzo di bandolo della matassa. Ogni tanto sarebbe bello spegnere la luce. "Il sud", d'accordo... ma cos'è sto benedetto sud? La vita sembra solo una grandiosa presa per il culo e allora tanto vale divertirsi, mi dico. Il problema è che le sue battute non fanno ridere, le sue barzellette sono penose e la trama spesso è incosistente. Le cellule del nostro corpo si rigenerano in continuazione, ciò di cui siamo fatti ora è diverso da ciò di cui eravamo fatti appena un attimo fà, tutto sale sale son salite anche le nespole. E, nonostante questa incessante rigenerazione, ciò che di bello e fragile c'è in noi si può donare solo un piccolo numero di volte, poi appassisce e non ritorna più. La saggezza consiste nel capirlo in tempo.
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lunedì, 16 marzo 2009

al mondo ci sono più domande che risposte

Cos'è la realtà?
Cos'è il sogno?
postato da lujomama alle ore 11:25| Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
categoria: spore


giovedì, 12 febbraio 2009

buh

Sembra sempre che finisca presto, il giorno; a volte non finisce mai: continua e continua e continua. Poi finalmente arriva il tramonto e, con il tramonto, la notte. Anche se, certe volte mi porto dentro questo sole osceno e rabberciato, persino dentro la notte.

Chissà a cosa pensano le stelle, mentre ci guardano da lassù, nel gelo del firmamento.

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lunedì, 02 febbraio 2009

6 cose

  1. il vino
  2. il rhum
  3. le sigarette
  4. le cose perdute
  5. la notte sporca e fredda
  6. e la vita va e non torna
postato da lujomama alle ore 10:21| Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: 6 cose


giovedì, 22 gennaio 2009

e il sole che si leva, è sole tramontato

Man mano che il volume della musica aumenta, il mondo scompare. Restano soltanto un pò di rumore in sottofondo, degli squarci di frase, qualche ricordo di parola, discorsi sconnessi, rumori, fruscii e poco altro.
Poi rimane solo la musica, la musica e le immagini che scorrono senza fine.
postato da lujomama alle ore 16:44| Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: manuali, tanghi, storie in miniatura


sabato, 17 gennaio 2009

Forse, davvero, ci piace, si ci piace di più

E poi c’è il sole, e poi c’è il cielo, e poi c’è il tepore sulla pelle, e poi c’è questa luce che si posa sulle cose, e poi ci sono le cose, sempre uguali a se stesse, ci sono le cose che cambiano, ci sono i secondi (“avolteunsecondoticambialavitasai?”), e poi c’è l’eternità, e le parole che iniziano a scombinarsi, i ricordi che pian piano scompaiono, il vento che va e poi ritorna e neanche un prete per conversar.
E per ultima arriva la rabbia, calda e sgrondante, che porta da altre parti, senza sosta.
C’è qualcosa di sbagliato nella concatenazione degli eventi. C’è qualcosa che non torna mai, ogni volta che si racconta una storia.

C’è qualcosa di sporco nel dolore.
postato da lujomama alle ore 15:34| Permalink | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
categoria: spore, mutazioni


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the cat is on the table, but..oops! it's died. So it goes.


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